Una delle caratteristiche che distingue il paesaggio del Molise dagli altri è la forma insediativa: piccoli centri inerpicati su alte cime con case raccolte attorno alla chiesa madre ed al castello e distribuite lungo anguste stradine che finiscono lì dove iniziano le mura medioevali; qui la pietra della montagna la fa da padrona, anche per la sistemazione dei tetti, e le strade sono volutamente raccolte quasi a difesa dalla neve e dal freddo invernale. Nonostante le ingiurie del tempo essi conservano ancora leggibile l'impegno dell'uomo nella trasformazione del paesaggio, dal periodo sannitico fino ai nostri giorni.

Il borgo antico di Bojano
Il recente rinvenimento di un tratto di strada di epoca romana al di sotto del letto del fiume Calderari, nella parte in cui esso attraversa l'abitato, se da un lato ha prodotto una diversa interpretazione sull'organizzazione urbanistica della città individuando il tracciato del decumano romano in un'area considerevolmente più spostata verso la pianura, dall'altro ha confermato concretamente le reali conseguenze della crisi istituzionale del mondo romano a partire dal IV secolo.

Il borgo antico di Campobasso
Sebbene il ritrovamento di mura poligonali sulla sommità del Colle S. Antonio faccia ipotizzare la presenza di un insediamento fortificato sannita (V-III secolo a. C.), si può iniziare a parlare di Campobasso solo nel tardo periodo longobardo (IX secolo d.C.)

Il borgo antico di Campochiaro
La nascita e la crescita di Campochiaro come entità urbana è strettamente legata al fenomeno dell'incastellamento del secolo IX ed alla conseguente costruzione della rocca, identificabile ancora oggi con la torre ubicata nel punto più alto dell'abitato, in un sito strategicamente idoneo per l'avvistamento ed il controllo delle strade che attraversavano la piana sottostante e quelle che collegavano le varie località del massiccio del Matese.

Il borgo antico di Civita Superiore di Bojano
L'abitato di Bojano è dominato dal piccolo borgo antico, molto suggestivo, di Civita adagiato su un colle alla cui sommità è ben visibile ciò che resta del castello medievale. Il borgo di Civita appare attualmente ben conservato; sono presenti angoli suggestivi, con vicoli, altrettanto ricchi di suggestione che si inseriscono tra gli edifici.

Il borgo antico di Guardiaregia
I centri abitati ubicati sulle propaggini del massiccio del Matese sono sorti come conseguenza del fenomeno dell'incastellamento intorno alla seconda metà del secolo IX e posti come punti di avvistamento e di difesa del territorio circostante i cui elementi più rilevanti erano le strade sia di fondovalle, come il tratturo, sia di attraversamento della montagna.

Il borgo antico di Guglionesi
Posta sulla sommità di una collina che affaccia a sud sulla valle del basso corso del fiume Biferno, dalla parte opposta, sulla valle del torrente Sinarca, a est sulla costa adriatica, Guglionesi conserva, poco manomesso, il nucleo del centro storico sulla parte più alta del colle.

Il borgo antico di Oratino
Caratteristico paese di circa 1400 abitanti alle porte di Campobasso, Oratino dall'alto dei suoi 780 m. domina per lungo tratto la valle del fiume Biferno.

Il borgo antico di San Massimo
Il rinvenimento di alcune sepolture risalenti verosimilmente al secolo VIII a.C, effettuato negli anni '80 in località Guado della Noce, in prossimità del fratturo Pescasseroli-Candela, conferma la frequentazione del sito già in epoche molto remote.

Il borgo antico di San Polo Matese
Nel 1080 il conte normanno di Bojano Rodolfo de Moulins fece donazione alla cattedrale ed al vescovo di Bojano Adalbertus di due feudi rustici: S. Pietro in Vinchiaturo e Tremonti in Guardiaregia, e due feudi urbani: S. Stefano in Campobasso e S. Polo, designando, così, il prelato quale suo vassallo con il titolo di Barone.

Il borgo antico di Sepino
Sepino è maggiormente conosciuto per la presenza sul suo territorio delle vestigia dell'antica città romana di Saepinum cui sono legate anche le vicende che hanno dato origine all'attuale abitato collinare.

Il borgo murattiano di Campobasso
All'indomani del terribile terremoto del 1805, che aveva causato danni gravissimi agli edifici cittadini, ed a seguito dell'istituzione della nuova Provincia di Molise da parte dei regnanti francesi, Campobasso, divenuta centro amministrativo ed economico della nuova entità territoriale, fu sottoposta ad un intervento di riorganizzazione urbanistica elaborato nel segno dei più avanzati criteri illuministici.