
Larinum - Larino
Punto di incrocio dei percorsi che seguono l'andamento costiero con quelli che dall'interno raggiungono la costa, Larino deve la sua nascita e il suo sviluppo a questo snodo. In posizione dominante sulla bassa valle del Biferno da un lato, sulle Piane attraverso le quali facilmente si raggiunge la costa, aperta alle aree pugliesi, la zona di Piano San Leonardo sin da epoche protostoriche cominciò ad ospitare insediamenti umani.

Saepinum - Sepino/Altilia
Il villaggio sannitico che da tempo si era sviluppato ai piedi del Matese, nella piana del Tammaro ai lati del tratturo Pescasseroli-Candela, in epoca augustea ricevette una sistemazione urbanistica grazie alla volontà ed all'intervento diretto della casa imperiale.

Bovianum - Bojano
Il sito di quella che le fonti citano come la capitale dei Sanniti Pentri, quindi municipio sotto Cesare, poi colonia, è identificato con la Bojano attuale.

Fagifulae - Santa Maria a Faifoli
La persistenza di occupazione umana nel sito dell'antica Fagifulae (l'attuale Montagano), individuata in località S. Maria a Faifoli, è documentata già nelle fonti antiche; la cita Livio (XXIV, 20, 5) narrando delle vicende della seconda guerra punica nell'anno 214 a.C. dopo la sconfitta romana di Canne; la cita Plinio (Naturalis Historia, III, 12, 107) come municipio romano.

Il santuario urbano di Larino
Nella zona dell'attuale via Jovine a Larino sono stati eseguiti dei saggi di scavo che hanno evidenziato la presenza di una stratigrafia ricca ed articolata, che include delle testimonianze del periodo arcaico (resti di un lastricato), edifici con muratura a secco (V-IV secolo a.C.?), una successiva fase edilizia con edifici che si impostano su quelli precedenti mutandone l'orientamento (IV-III secolo a.C.).

Il sepolcreto arcaico di Larino
Sono state esplorate una trentina di sepolture in località Monte Arcano, situata a circa 3 km dall'abitato, sulle colline dominanti il fiume Biferno. Sono tombe a fossa di inumati distesi supini, deposti con il cranio prevalentemente a sud-est;

Il sepolcreto sannitico di Gildone
Il piccolo nucleo di sepolture (23 tombe) è ubicato in località Morgia della Chiusa ai limiti di un piccolo pianoro che a nord/nord-est degrada verso la vallata di Gildone. Le tombe occupano un'area stretta ed allungata e si presentano in tre raggruppamenti che possono far pensare non a momenti successivi di deposizione ma a nuclei intenzionali (familiari, ad esempio).

Il villaggio di Campomarino
Sorge a poca distanza dal mare, su un terrazzo delimitato nel lato costiero da un alto costone che fungeva da difesa naturale; sul lato opposto il limite dell'insediamento è dato da una struttura muraria al cui interno si notano grosse buche atte ad ospitare probabilmente i pali per l'ossatura di una palizzata.

L'area archeologica di Piano Quadrato
A seguito dei lavori per la realizzazione di un villaggio temporaneo per l'accoglienza della popolazione di San Giuliano di Puglia, colpita dal rovinoso terremoto dell'ottobre del 2002 è stato scoperto, casualmente, un importante sito archeologico.
L'area interessata dalla scoperta è quella di Piano Quadrato, posta sulla riva sinistra del medio corso del fiume Fortore.

La fortificazione a Terravecchia di Sepino
Sorge in posizione strategica sulla valle del Tammaro, sulla omonima altura a quota 953 metri. Da tale posizione si controllano sia il percorso della valle (il tratturo Pescasseroli-Candela) sia la via che dalla valle risale sui monti del Matese.

La fortificazione di Cercemaggiore
L'insediamento di Cercemaggiore, ubicato sulla cima di Monte Saraceno, si sviluppa nella parte più alta del monte, a quota 1089 metri s.l.m. È articolato in due cinte, il cui circuito in parte si sovrappone. La più antica circonda la parte più alta della montagna ed include un'area di circa 20.000 mq. Le mura sono a doppia faccia a vista, dello spessore di m. 1,50 circa.

La fortificazione di Duronia
La fortificazione di Duronia, sulla sommità di Civita a quota 925 s.l.m., presenta mura di circa 2 m. di spessore, con una cortina esterna di grossi blocchi di forma poligonale poco lavorati e una interna di blocchi più piccoli.

La fortificazione di Gildone
Sorge nell'altura denominata "Montagna" che ha la quota massima di 902 metri s.l.m. Il circuito delle mura si segue in maniera discontinua; esso racchiude sia il pianoro superiore sia zone piuttosto accidentate, specialmente sul lato orientale e nord-orientale, da dove si gode un'ottima vista sulla valle del torrente Carapelle (affluente di destra del torrente Tappino, quest'ultimo affluente del fiume Fortore) e sul percorso del tratturo Castel di Sangro-Lucera.

La fortificazione di Monte La Rocca
Situata a circa 1000 metri s.l.m., sulla sommità del monte La Rocca, la fortificazione si sviluppa per circa 600 m., racchiudendo un'area di 30/40.000 mq.

La fortificazione di Monte Vairano
Situato sul monte omonimo, tra Busso e Baranello, l'abitato sannitico era circondato da mura che si estendevano per una lunghezza di circa 3 km., ottenute con blocchi di pietra locale, con un'area interna di circa 50 ettari. Il circuito murario include le cime più alte di Monte Vairano (m. 968 e m. 997) mantenendo una quota abbastanza costante, senza pendii troppo ripidi.

La necropoli arcaica di Termoli
Il sepolcreto, esplorato in 141 tombe, sorgeva su un terrazzo che affaccia sulla valle del torrente Sinarca, poco lontano dalla costa adriatica: sono sepolture di inumati (sono rarissimi i casi di incinerati), variamente orientate e di varia profondità, con scheletro disteso supino (tranne in due casi, con scheletro rannicchiato secondo il costume funerario della vicina Puglia, cosa che appunto fa pensare ad individui provenienti da questa zona).

La necropoli romana di Larino
Una ventina di sepolture, non tutte in buono stato di conservazione, sono state recuperate nei pressi dell'attuale stazione ferroviaria, area ricadente in antico al di fuori del circuito urbano. Il nucleo sepolcrale comprende sia tombe di epoca arcaica (VIII-VI secolo a.C.) sia sepolture di epoca romana.

La villa rustica di Canneto sul Trigno
Situata sulla sponda destra del fiume Trigno, a pochi metri dalla riva, la villa rustica (grossa azienda agricola) è stata esplorata per buona parte del settore artigianale (pars rustica) destinato alla lavorazione del vino (e/o dell'olio) e per piccola parte del settore abitato o frequentato dal proprietario (pars urbana).

La villa rustica di Morrone del Sannio
I resti di una villa rustica sono venuti alla luce nell'area immediatamente adiacente alla chiesa di S. Maria di Casalpiano.

La villa rustica di San Giacomo degli Schiavoni
Il sito si trova non lontano dal percorso del tratturo Aquila-Foggia, su una vasta area pianeggiante a qualche chilometro dalla costa adriatica. Alcuni ruderi rimasti sempre in vista hanno dato il toponimo come di consueto legato a culti cristiani, in questo caso S. Pietro.

La villa rustica di San Martino in Pensilis
La località Mattonelle è situata nelle Piane di Larino, non lontano dalla riva destra del fiume Biferno e presso il percorso del tratturo Centurelle-Montesecco. Nell'antichità il territorio era di pertinenza del municipio romano di Larinum.

Le necropoli longobarde di Campochiaro
Nelle due località, Morrione e Vicenne, distanti tra loro poco meno di 1 km, situate nella piana di Bojano-Sepino proprio al margine del percorso del tratturo Pescasseroli-Candela, sono state scavate due necropoli simili per epoca e per rituale funerario.

Le tombe di Guglionesi
Le testimonianze più antiche della presenza umana a Guglionesi sono pertinenti ad un sepolcreto situato in località Santa Margherita, la propaggine collinare che si espande dall'altura dove è ubicato il centro urbano medievale e moderno di Guglionesi.

Le tombe di epoca ellenistica a Larino
Un piccolo ma significativo nucleo di tombe, databili tra la fine del V ed il IV secolo a.C., è stato portato alla luce in località Carpineto, un'area che degrada verso le Piane di Larino ed affaccia sul mare; il sito era attraversato in antico da un percorso stradale che collegava la città di Larino con la zona costiera.

Terventum - Trivento
Molto poco documentato nelle fonti antiche (citazioni in Plinio e nel Liber Coloniarum), il municipio di Terventum, situato in antico nel luogo della Trivento attuale, è però ampiamente documentato anche nelle sue magistrature municipali dal patrimonio epigrafico.