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Portale turistico della Provincia di Campobasso - Pagina iniziale

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Il borgo antico di Sepino

Panorama con la chiesa di S. Maria Assunta
Panorama con la chiesa di S. Maria Assunta

Descrizione

Sepino è maggiormente conosciuto per la presenza sul suo territorio delle vestigia dell'antica città romana di Saepinum cui sono legate anche le vicende che hanno dato origine all'attuale abitato collinare.
Non si è a conoscenza della data esatta in cui la città romana viene abbandonata, ma per analogia con altre realtà territoriali ricadenti nella fascia del Matese, è ipotizzabile che anche nel caso di Sepino tutto abbia avuto origine dalle incursioni saracene del secolo IX.
L'esigenza di una migliore difesa si tradusse nella formazione di centri abitati fortificati posti sulle alture che circondano l'Alta Valle del Tammaro, fra i quali quello più importante è sicuramente Sepino, in quanto esso rappresentava, in un certo senso, la continuità con l'antico municipio romano. La scelta ricadde nell'attuale sito sia perché ubicato in una posizione strategicamente idonea per la difesa, sia perché posto a controllo della direttrice viaria proveniente dal versante campano del Matese. Ciò, naturalmente, fu causa per Sepino della perdita di alcune prerogative che in epoche più antiche l'avevano caratterizzato, come ad esempio la scomparsa della sua Diocesi, inglobata in quella di Bojano, e l'aspetto commerciale e mercantile.

 
Panorama con il campanile di S. Cristina
Panorama con il campanile di S. Cristina

Parte integrante della contea longobarda, prima, e normanna, poi, di Bojano, il borgo assunse il carattere di "castrum" munito di mura e torri costruite intorno alla rocca, che da semplice struttura di avvistamento, fu ampliata e trasformata in residenza in occasione della creazione della baronia affidata a Roberto de Moulins del ramo cadetto dei conti normanni di Bojano. Di tale struttura oggi non è rimasta traccia se non nel toponimo ancora in uso, tuttavia il borgo ha conservato la sua orditura originaria, anche se le nuove esigenze di vita hanno prodotto una serie di adattamenti urbanistici senza provocare eccessivi sconvolgimenti.
L'impianto è caratterizzato dalla presenza di alcune porte di accesso anche in questo caso poste nelle vicinanze di edifici religiosi come la Porta orientale, che conserva ancora in chiave di volta l'insegna della famiglia dei de Moulins, ubicata nei pressi dell'antica chiesa di Santo Stefano, oggi sconsacrata ed adibita ad altre funzioni. Da tale porta, seguendo la "via supponici", verosimilmente identificabile con il cammino di ronda, la cui tipologia rimanda ad esempi già noti in altre parti della regione, si arriva alla Porta meridionale, posta in prossimità della chiesa di Santa Maria. Da qui risalendo lungo il tracciato delle mura si arriva alla "Porta li cannoni" nei pressi della chiesa di San Lorenzo.

 
La fontana del Mascherone
La fontana del Mascherone

L'architettura civile, pur denotando caratteri di ruralità, presenta dignitosi esempi di residenze specialmente in quelle costruite o restaurate dopo il terremoto del 1805, alcune delle quali trasformate nei fabbricati signorili che oggi fanno da corona scenica alla piazza principale del paese.
Gli episodi architettonici che maggiormente caratterizzano il centro storico di Sepino, tuttavia, sono quelli relativi alle chiese a dimostrazione della grande religiosità che ha investito la comunità sepinese fin dal 1098 a seguito di un evento eccezionale che avrebbe dato vita a consuetudini e riti religiosi tramandati fino ai nostri giorni.
Il fervore religioso che pervase il mondo cristiano nel secolo XI, culminato con la prima Crociata in Terra Santa, ebbe una grossa ripercussione sull'economia delle comunità dislocate lungo le maggiori strade di comunicazione che conducevano verso i porti ed i santuari della Puglia. Non ne fu escluso Sepino dove furono trasportate le reliquie delle spoglie mortali di Santa Cristina la cui presenza favorì la concentrazione di grossi flussi di pellegrini. Il titolo della chiesa in cui furono raccolte le sacre spoglie fu tramutato da San Salvatore in Santa Cristina, che una falsa tradizione definisce come cattedrale forse in ricordo della Diocesi scomparsa nel secolo VI, con sede però nell'antico municipio romano di Saepinum.

 
Piazza Nerazio Prisco
Piazza Nerazio Prisco

Allo stato attuale la chiesa pur conservando i caratteri settecenteschi ha perso gran parte delle decorazioni descritte a causa dei danni provocati dal sisma del 1805 e dalle inevitabili opere di ristrutturazione ad esso conseguenti.
Tra gli edifici laici presenti nel centro storico è da segnalare il Palazzo Attilio, così denominato per essere stato costruito nel '500 da Antonio Attilio, vescovo di Termoli dal 1518 al 1536 ed originario di Sepino. Il palazzo, ancora in ottimo stato di conservazione, si colloca sopra la porta principale del centro storico e presenta eleganti finestre e portali in pietra rosa di Guardialfiera con eleganti cornici decorate a rilievo. L'edificio si propone come uno dei più interessanti esempi di edilizia laica del Rinascimento molisano.

 

Fonti e bibliografia:
Muccilli O., "I centri storici" tratto da "Dal tratturo al Matese", Guida all'area matesina della Provincia di Campobasso, 2001.