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Portale turistico della Provincia di Campobasso - Pagina iniziale

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Il borgo antico di Guardiaregia

Panorama del centro storico
Panorama del centro storico

Descrizione

I centri abitati ubicati sulle propaggini del massiccio del Matese sono sorti come conseguenza del fenomeno dell'incastellamento intorno alla seconda metà del secolo IX e posti come punti di avvistamento e di difesa del territorio circostante i cui elementi più rilevanti erano le strade sia di fondovalle, come il tratturo, sia di attraversamento della montagna.
La particolare conformazione orografica che caratterizza questo territorio non permetteva, però, un contatto visivo diretto fra i vari siti, per cui le comunicazioni erano assicurate da strutture di avvistamento isolate, dislocate in punti strategici in modo da assicurare, attraverso un sistema di triangolazioni, i collegamenti fra le varie località. È questo il caso di Guardiaregia.
La denominazione antica della località era Guardia di Campochiaro, il cui significato era riposto nella sua specifica funzione di protezione del borgo di Campochiaro attraverso una struttura difensiva e di avvistamento posta nella località denominata "la Motta" in cui sono ancora riconoscibili alcuni resti. Tale sito, contrariamente alla restante parte del borgo antico, nascosto dalla montagna, si apre verso la piana e verso Campochiaro permettendo l'immediata segnalazione di eventuali situazioni di pericolo provenienti maggiormente dal Matese.

 
Chiesa di S. Nicola di Bari
Chiesa di S. Nicola di Bari

Il sito, infatti, si localizza in prossimità di una delle strade che univano i due versanti del massiccio, la cui importanza è sottolineata anche dalla presenza sul suo percorso di alcuni eremi che assolvevano a funzioni di rifugio per i viandanti, come quello di S. Angelo e quello di S. Nicola di Tremonti, feudo rustico dei vescovi di Bojano fin dal 1080.
È verosimile che proprio a causa di questa particolarità fosse sorta la necessità di dar vita ad un centro abitato fortificato posto più a monte della Motta.
A causa, però, dei numerosi terremoti che più volte hanno colpito e distrutto il sito, oggi non è possibile riscontrare concretamente la delimitazione del centro antico fortificato, tuttavia la sopravvivenza di alcuni toponimi cittadini ci permette di delineare, in linea di massima, l'organizzazione urbanistica dell'abitato. La sua peculiarità è riscontrabile in uno sviluppo longitudinale sul crinale del costone roccioso detto ''la Prece", termine che sta a significare "precipizio", a strapiombo sulla suggestiva gola del torrente Arcichiaro, che da questo versante lo rendeva inaccessibile.
L'edificio che maggiormente caratterizzava questo settore urbano era la chiesa di San Nicola, distrutta totalmente dal terremoto del 1805 e ricostruita successivamente nella parte bassa del paese, utilizzando le strutture di un edificio appartenente alla Confraternita del Carmine.
La protezione a valle del borgo era verosimilmente assicurata da una struttura munita di torri delle quali sopravvive soltanto qualche rara traccia. La particolare forma allungata dell'abitato lascia adito al presupposto che in esso si poteva accedere mediante due sole porte, quella denominata "Porta laggiù", posta nella zona bassa e quella detta "capo di fuori", nella zona alta.

 
Chiesa di S. Maria della Neve
Chiesa di S. Maria della Neve

La denominazione del borgo fu mutata quando, nel 1580, esso assunse la prerogativa di Università ed i suoi cittadini ritennero di doversi affrancare dalla dipendenza toponomastica di Campochiaro. Il comune si chiamò, quindi, Guardia del Re, in ossequio al monarca delle Due Sicilie, da cui successivamente derivò l'attuale denominazione di Guardiaregia.
Gli edifici pubblici più significativi del comune sono certamente le chiese, essendo il borgo caratterizzato da tipologie edilizie civili non di elevato pregio architettonico, perché derivate dalle esigenze e dalla tradizione di una comunità dedita prevalentemente alla pastorizia ed alle attività legate allo sfruttamento della montagna, ma comunque di grande suggestività nel loro insieme e nelle loro particolari aggregazioni.
Fra gli edifici religiosi quello più importante è certamente la chiesa dedicata a San Nicola di Bari, costruita dopo il terremoto del 1805. Essa si pone come quinta scenica della piazza omonima. Non presenta caratteri distintivi di particolare pregio, tuttavia riveste aspetti architettonici qualitativamente decorosi nel loro insieme. Il suo interno è caratterizzato da una ripartizione a tre navate con altari laterali. Di fianco alla chiesa è ubicata una piccola cappella sede di Confraternita. Un altro edificio religioso di particolare significato è posto fuori del centro abitato, nei pressi della zona più bassa della gola dell'Arcichiaro, in una cornice di notevoli pregi naturalistici e paesaggistici. È la chiesa dedicata a Santa Maria della Neve, risalente verosimilmente al sec XVII, la cui fondazione è attribuita dalla tradizione all'Ordine Domenicano. L'edificio, purtroppo, è stato in passato oggetto di interventi che ne hanno parzialmente distrutto i caratteri originari.

 

Fonti e bibliografia:
Muccilli O., "I centri storici" tratto da "Dal tratturo al Matese", Guida all'area matesina della Provincia di Campobasso, 2001.