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Portale turistico della Provincia di Campobasso - Pagina iniziale

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Itinerario 2 - Dalla S.I.G di Guardiaregia alla S.I.G. Sepino

Caratteristiche del percorso: tratto leggermente acclive coincidente con la fascia tratturale e con il "decumano" dell'insediamento romano di Saepinum. Immette nell'area di pertinenza del nascente "Parco del Tammaro", il fiume che caratterizza il fondovalle dal comune di S. Giuliano fino a Benevento.
Interessi: tratturo Celano - Foggia, antico percorso della transumanza. Sito archeologico di Saepinum con la sua struttura urbana tipicamente romana perfettamente conservata dove è presente anche una sede staccata della Soprintendenza Archeologica del Molise.
Difficoltà: molto agevole, adeguato anche per le percorrenze in mountain bike o a cavallo e, a tratti, per disabili.
Periodo consigliato: tutto l'anno
Tempi di percorrenza: dalla Struttura Informativa Generale (SIG) collocata lungo la strada di collegamento, con Guardiaregia alla S.I.G. di Sepino, adiacente alla strada di accesso al paese - circa 2 h. Percorribilità agevole nei due sensi indifferentemente.
Attrezzatura e vestiario: abbigliamento informale e sportivo.
Segnaletica: di progetto - tipo C.A.I.- Sentiero Matese (S.M.).
Parcheggio: nei pressi delle due S.I.G.
Ingressi al percorso: dalla S.S. n. 87 bivio per il Comune di Guardiaregia e per il comune di Sepino. Dal Comune di S. Giuliano del Sannio "Strada Regia" - loc. Taverna - Stazione ferroviaria di Sepino verso il comune di Sepino.

Descrizione: dalla Struttura Informativa Generale (S.I.G.) collocata in prossimità della strada di collegamento con il comune di Guardiaregia, si prosegue lungo la carrareccia evidenziata dalla staccionata in legno e dal segnavia di itinerario. Da questo punto in poi, la fascia tratturale diventa meno evidente, caratterizzata da un andamento orografico più acclive con macchie di vegetazione arbustiva e terreni agricoli di proprietà privata. Il percorso, indicato sempre dai paletti in legno con segnale bianco/rosso in testa, si snoda attraverso pascoli e macchie di sottobosco, piegando decisamente a sinistra verso la ferrovia e la S.S. 87. Si passa di fianco ad un grande rudere rurale sulla sinistra e poi si incrocia una strada brecciata che proviene dalla statale, dove c'è un punto d'acqua. Proseguendo si lambisce un altro fabbricato rurale con un'altra fontana, dopo di che il percorso forma una "esse" prima a sinistra e poi a destra e raggiunge la strada interpoderale che conduce alla contrada "Cantoni" in agro di Sepino. Continuando lungo tale strada interpoderale poco più avanti si incontra il bivio di itinerario di variante, descritto sotto. Per il Sentiero Matese, invece, occorre proseguire diritto lungo la fascia tratturale, fino ad incrociare un'altra strada interpoderale brecciata. Dopo aver attraversato il ponticello che sovrasta il canale di adduzione di un vecchio mulino ad acqua non funzionante, collocato a destra del percorso, si raggiunge la Porta Bovianum, che immette sul decumano principale dell'antica città romana di Saepinum, oggi denominata Altilia. Tale asse stradale coincide per tutta la sua lunghezza con la fascia tratturale, che attraverso l'antico foro romano, conduce fuori dalla città attraverso l'opposta Porta Tammaro. Il percorso prosegue attraverso gruppi di casolari e la c.da Ponte delle Tavole, fino a giungere sulla strada di collegamento con il paese di Sepino. Qui s'incontra una Struttura Informativa Generale (S.I.G.).

Variante 1: consente di raggiungere il Sentiero Matese alle quote più alte del tracciato, evitando di percorrere la fascia tratturale ed il sito archeologico di Altilia, in direzione Sepino ed è molto interessante per la valenza rurale dei siti attraversati. Dal bivio che immette sulla fascia tratturale, invece di proseguire dritto per il Sentiero Matese, andare lungo la strada interpoderale, girando al secondo bivio a destra. Subito dopo, sempre sulla destra, s'incrocia una mulattiera delimitata da muretti a secco in pietra, indicata da apposito segnavia e da un pannello informativo. Proseguendo su tale mulattiera, poco dopo si incrocia un'altra strada interpoderale (coincidente con il Sentiero Pedemontano) e ci si trova nel cuore della contrada Cantoni di Sepino. Sulla destra è possibile ristorarsi presso la Fontana Cantoni, recentemente ristrutturata, così come tutta l'antica mulattiera. Si prosegue girando prima a sinistra e subito dopo a destra, prendendo di nuovo tutta la mulattiera. Il percorso si snoda in salita tra campi e macchie di bosco, fino a incrociare un'altra strada interpoderale e sulla destra, il sito archeologico di S. Pietro, già tempio sannitico. Per proseguire lungo la variante del Sentiero Matese, bisogna a questo punto, seguire la carrareccia che si snoda con ampi tornanti dalla strada, prima girando verso destra e poi, a sinistra. Dopo breve salita, apposito segnavia indica il percorso a sinistra verso il bosco. Qui, si incontra di nuovo la mulattiera caratterizzata da muri a secca in pietra e, attraversato uno sbarramento in legno si raggiunge il piazzale dell' antico Conventino francescano, abbandonato nei primi anni del secolo scorso. Non è consigliabile visitare la struttura dall'interno in quanto pericolante. Si può comunque ammirare un incantevole paesaggio sulla sottostante Valle del Tammaro. Il percorso prosegue sulla sinistra, attraverso una carrareccia tra i campi a pascolo. Poco più avanti si incontra un punto acqua e si prosegue in salita dopo aver oltrepassato il tornante a destra. Raggiunta la sommità del colle (Terravecchia) si incontra la fortificazione della Saepinum sannitica (Saipinom) e si incrocia il Sentiero Matese. Qui è possibile scendere a sinistra verso le "Masserie Parenti" e la c.da "Brecciosa" per raggiungere il paese di Sepino, oppure si può proseguire a destra, verso le parti altre del circuito.
Tempo di percorrenza totale: circa 3 h.

Variante 2: consente di visitare i resti della villa romana dei Neratii. Da Altilia uscire da Porta Tammaro e, attraversata la S.S. 87, prendere il sentiero di fronte e percorrerlo fino ad incrociare la strada provinciale per Vinchiaturo. Dopo pochi metri, sulla sinistra, si trovano due piccoli casolari rustici che sorgono sui resti della costruzione in opera reticolata della villa. Si può ritornare sul Sentiero Matese continuando a destra verso la stazione ferroviaria di Sepino e proseguendo, sempre a destra, sul rettilineo che conduce alla S.I.G. di Sepino.
Tempo di percorrenza totale: circa 2 h.




 

Bibliografia e fonti