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Portale turistico della Provincia di Campobasso - Pagina iniziale

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Castello di Capua a Gambatesa

Da questa gente io sono nata, o Signori, con altero sangue, ferma come le pietre del mio nome, onorata dei difetti sostanziali della mia stirpe, originale come la tradizione che preme linfa vivace ed agreste le imperiose vene dell'antica feudataria.
Lina Pietravalle

Castello di Capua, Gambatesa

Indirizzo:
Via Eustachio, 7
Gambatesa


 
Castello di Capua, Gambatesa

Castello di Capua a Gambatesa. Visioni cromatiche

 L'antica strada che conduce dai profili montuosi molisani verso la distesa del Tavoliere di Puglia, nel punto in cui la Valle del Tappino confluisce nel territorio del Fortore, è dominata dal castello di Gambatesa. La nascita del feudo di Gambatesa, e probabilmente della struttura fortificata, va fatta risalire all'epoca dell'invasione longobarda. Con l'avvento degli Aragonesi, il feudo passò ad Andrea di Capua, duca di Termoli e fu in questo periodo che il castello fu trasformato da fortilizio in splendida residenza rinascimentale.
Il castello oggi si sviluppa su quattro livelli, il più importante dei quali è il secondo, il piano nobile, caratterizzato dagli splendidi affreschi cinquecenteschi commissionati dall'allora feudatario, Vincenzo I di Capua d'Altavilla, e realizzati da Donato da Copertino o Decumbertino. Dell'artista poco si conosce, si può supporre soltanto che fosse stato allievo del Vasari a Roma alla fine degli anni quaranta del Cinquecento. Nonostante la scarsa conoscenza della formazione e dell'attività del loro autore, gli affreschi realizzati nel castello di Gambatesa possono considerarsi tra le pitture cinquecentesche di carattere mitologico più importanti del Regno di Napoli. Nelle nove sale del castello Decumbertino si esibisce in un repertorio talmente vasto di figurazioni e di richiami alle Metamorfosi di Ovidio da determinare l'immersione totale del visitatore nelle sue costruzioni visionarie.
Dal ratto di Europa a scene di battaglie, dai paesaggi ispirati ai resti monumentali della Roma antica alle rappresentazioni delle Virtù, dalle costruzioni in trompe l'oeil ai richiami di decorazioni egiziane, dai medaglioni con i busti di Traiano e Domiziano alle cornucopie, dalle cariatidi che reggono immaginarie architetture alle decorazioni vegetali intrecciate a falsi pergolati, tutto contribuisce a creare un mondo fantastico che avvince l'ospite.
È molto probabile che dietro le scelte iconografiche si celi la volontà del committente di celebrare le virtù sue e del proprio casato. Così, ad esempio, nella Sala del Camino il guerriero ritratto nel clipeo potrebbe essere identificato come Giovanni di Capua, che nel 1495 sacrificò la propria vita per salvare quella di Re Ferdinando II d'Aragona. Oppure nella Sala dell'Incendio dove i paesaggi allegorici rimandano a significati morali e sociali identificativi del ruolo di Vincenzo di Capua.
Ti invitiamo allora a scoprire i significati nascosti dietro le tante figurazioni dai colori ricchi e vivaci che colpiscono prima gli occhi e rapiscono poi la mente.

 
Castello di Capua, Gambatesa

Suggerimenti di viaggio

 La famiglia di Capua possedeva anche il castello di San Martino in Pensilis che una volta si presentava come una vera e propria fortezza con ponte levatoio, merlatura, e torri. Tante sono le ipotesi circa le origini della struttura, ma si pensa che il palazzo sia stato edificato tra XI e XII secolo, durante la dominazione normanna. Allo stesso periodo appartiene il castello di Castropignano che, fondato in epoca longobarda su ruderi sanniti, fu poi riorganizzato dai normanni. Il castello, di proprietà della famiglia D'Evoli dal 1345, è a pianta quadrangolare ed era caratterizzato oltre che da un cortile interno anche da numerose stanze. Anch'esso era un tempo delimitato da un fossato molto profondo all'interno del quale in seguito furono costruite mura di cinta e due torrioni. Il Molise ha ancora tanti altri castelli che raccontano storie di tempi lontani, di dame e cavalieri, arroccati sui monti o stretti in piccoli borghi, tutti da scoprire.

 
Le Maitunate, Gambatesa

Suggerimenti Adriamuse

La notte di Capodanno un cantore accompagnato da suonatori improvvisa componimenti poetici dai toni ironici che raccontano vizi e virtù di personaggi paesani percorrendo i vicoli e le strade del paese. Questa è la più antica tradizione di Gambatesa: le Maitunate

 

Accessibilità

Castello di Capua
Via Eustachio, 7 - Gambatesa
Apertura:
Lunedì / Sabato: 09:00-13:00
Domenica: 09:00-13:00 e 15:00-19:00
Chiuso il Lunedì

Contatti

Telefono: 0874 719261
Fax: 0874 431351
 
sbsae-mol@beniculturali@it