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Chiesa e Convento di San Giovanni del Gelsi a Campobasso

Chiesa e Convento di San Giovanni del Gelsi a Campobasso

Indirizzo:
Via S. Giovanni dei Gelsi, 436
86100 Campobasso

 
Urna con reliquie
Urna con reliquie

Descrizione

La chiesa originaria era di piccole dimensioni e adiacente ad un piccolo eremo, entrambi di epoca medievale. La chiesa, oggi anche convento, ha subito nel corso dei secoli ampliamenti e ristrutturazioni, tra cui quelli più significativi sono riferibili al 1845 - 1854, come attesta la lapide documentaria che si trova sul portale principale. Sono gli anni questi in cui la chiesa prese le caratteristiche che ancora oggi possiamo ammirare, più lunga di ben sette metri, rispetto all'originaria, e con facciata neoclassica. Quest'ultima è tripartita da quattro paraste binate con capitelli di ordine ionico, che incorniciano il portale centrale architravato.
La chiesa divenuta parrocchia nel 1970, oggi è ripartita all'interno in tre navate, senza transetto; la divisione è stata realizzata mediante archi sorretti da pilastri; le pareti in marmo presentano fasce colorate. Nella controfacciata, in alto è collocato l'organo con una ricca gamma di canne con al centro una tavola effigiante un'immagine della Vergine con il Bambino, proveniente dall'ormai distrutto convento di Santa Maria delle Grazie, ridotto in macerie dal terremoto del 1805. Nell'altare della navata sinistra è conservata la statua di Paolo Saverio Di Zinno raffigurante San Giovanni Battista; sempre nella stessa navata, sull'altare intitolato ai Beati Francescani, vi è un'urna in bronzo dorato che conserva le reliquie di vari santi; nella navata destra ci sono altri due altari rispettivamente intitolati alla Madonna Addolorata, con statua omonima del Di Zinno datata al 1745, e al Cristo Morto.
Il convento adiacente alla chiesa è di antica fondazione, risale al 1407 ed è stato voluto da Giovanni da Stroncone. Particolare importanza aveva l'attività che si svolgeva nell'officina del convento, Pannifica Officina, in cui si lavava, cardava e colorava la lana, utilizzata dai monaci per realizzare gli abiti di tutti i frati dell'intera provincia monastica, attività in voga fino ai primi anni dell'800.

 

Fonti e bibliografia:
Carbone A., "Le Parrocchie del Molise", Ferrazzano, 2000.
Di Fabio G.,"I monasteri e i conventi di Campobasso", Campobasso, 1988.
Piedimonte G., "La Provincia di Campobasso", 1905.

Note

Aperta al pubblico.