
Il territorio dell'attuale provincia di Campobasso era abitato nei tempi preromani da popolazioni di stirpe sannitica: i Sanniti Pentri ed i Sanniti Frentani. I Sanniti definivano se stessi con il nome di Safineis e Safinìm; dai Romani erano chiamati Samnites e con Samnium si indicava il paese da essi abitato.
Si trovano loro testimonianze fin dall'epoca protostorica nel villaggio di Campomarino. Numerose sono le fortificazioni arroccate sulle cime dei monti, le ville rustiche, i santuari, i templi e le necropoli, i cui resti hanno fornito preziose informazioni sulle attività produttive, sugli usi e i costumi. Nuove testimonianze sono state portate alla luce negli scavi di Piano Quadrato a San Giuliano di Puglia.

A differenza dei Pentri, che vivevano chiusi nelle loro montagne dediti ad una stentata agricoltura complementare all'allevamento, le terre della Frentania, zone di media e bassa collina, erano terre fertili, aperte al mare e ai rapporti con le zone dell'alto Adriatico e con la Puglia; l'itinerario di sviluppo dei Frentani si distaccò ben presto dai consanguinei Pentri per seguire linee autonome, che portarono a precoci rapporti con il mondo romano e ad una precoce urbanizzazione. Larino, che ben presto emerse sugli altri villaggi rurali per divenire il centro più importante di tutta l'area nonostante non avesse uno sbocco diretto sul mare, nel IV secolo a.C., all'epoca dell'inizio delle guerre tra Sannio e Roma, era già configurata come centro urbano.
Ottenuta la cittadinanza romana dopo la guerra sociale, i Sanniti dovettero subire dapprima la repressione da parte di Silla, quindi i contraccolpi delle guerre civili che nel I secolo a.C. devastarono l'Italia. Quando tornò la pace, con l'impero di Augusto, l'assetto amministrativo ed insediativo dell'intero territorio era radicalmente mutato rispetto alla situazione precedente.
I Romani crearono, secondo la propria organizzazione, una serie di municipia, città capoluogo delle varie "province". Come luogo per stabilire i municipia, che erano principalmente la sede dei magistrati, vennero scelti gli insediamenti più sviluppati e che meglio si adattavano allo scopo. Essi furono Bovianum (Bojano), la capitale dei Pentri; Saepinum (Altilia, presso Sepino), sorta lungo il tratturo e attrezzata per il passaggio e la sosta delle greggi, forse sede di impianti per lo lavorazione della lana e già ben sviluppata negli ultimi secoli della repubblica; Terventum (Trivento), municipio al quale faceva capo tutto l'Alto Molise; Fagifulae presso Montagano, centro ancora poco noto; infine Larinum (Larino), la principale città della zona frentana, ricca e ben organizzata già dal IV secolo a.C.

Il territorio dell'attuale provincia di Campobasso era abitato nei tempi preromani da popolazioni di stirpe sannitica: i Sanniti Pentri ed i Sanniti Frentani. I Sanniti definivano se stessi con il nome di Safineis e Safinìm; dai Romani erano chiamati Samnites e con Samnium si indicava il paese da essi abitato.
Si trovano loro testimonianze fin dall'epoca protostorica nel villaggio di Campomarino. Numerose sono le fortificazioni arroccate sulle cime dei monti, le ville rustiche, i santuari, i templi e le necropoli, i cui resti hanno fornito preziose informazioni sulle attività produttive, sugli usi e i costumi. Nuove testimonianze sono state portate alla luce negli scavi di Piano Quadrato a San Giuliano di Puglia.
A differenza dei Pentri, che vivevano chiusi nelle loro montagne dediti ad una stentata agricoltura complementare all'allevamento, le terre della Frentania, zone di media e bassa collina, erano terre fertili, aperte al mare e ai rapporti con le zone dell'alto Adriatico e con la Puglia; l'itinerario di sviluppo dei Frentani si distaccò ben presto dai consanguinei Pentri per seguire linee autonome, che portarono a precoci rapporti con il mondo romano e ad una precoce urbanizzazione. Larino, che ben presto emerse sugli altri villaggi rurali per divenire il centro più importante di tutta l'area nonostante non avesse uno sbocco diretto sul mare, nel IV secolo a.C., all'epoca dell'inizio delle guerre tra Sannio e Roma, era già configurata come centro urbano.
Ottenuta la cittadinanza romana dopo la guerra sociale, i Sanniti dovettero subire dapprima la repressione da parte di Silla, quindi i contraccolpi delle guerre civili che nel I secolo a.C. devastarono l'Italia. Quando tornò la pace, con l'impero di Augusto, l'assetto amministrativo ed insediativo dell'intero territorio era radicalmente mutato rispetto alla situazione precedente. I Romani crearono, secondo la propria organizzazione, una serie di municipia, città capoluogo delle varie "province". Come luogo per stabilire i municipia, che erano principalmente la sede dei magistrati, vennero scelti gli insediamenti più sviluppati e che meglio si adattavano allo scopo. Essi furono Bovianum (Bojano), la capitale dei Pentri; Saepinum (Altilia, presso Sepino), sorta lungo il tratturo e attrezzata per il passaggio e la sosta delle greggi, forse sede di impianti per lo lavorazione della lana e già ben sviluppata negli ultimi secoli della repubblica; Terventum (Trivento), municipio al quale faceva capo tutto l'Alto Molise; Fagifulae presso Montagano, centro ancora poco noto; infine Larinum (Larino), la principale città della zona frentana, ricca e ben organizzata già dal IV secolo a.C.